Io ed Elisabetta ne raccontiamo da mesi su questo blog, e ormai in rete tantissimi altri ne discutono da tempo: l’alimentazione a base vegetale è bella, colorata, sana, gustosa (con le giuste ricette), rispettosa, creativa.

Sulla teoria direi che possiamo essere tutti d’accordo, giusto?

Il problema (sento già le obiezioni arrivare) è sempre lo stesso: “Ok, è bellissimo tutto, ma in pratica cosa devo fare?”.

Io sono una persona pratica, a volte sbrigativa, ed amo concentrarmi su poche e semplici regole.

La vita è già abbastanza complessa e dover tutti i giorni spendere troppo tempo a pensare a cosa si mette in tavola può diventare stressante.

Uno dei capisaldi di ogni mio pasto sono le insalate: non possono mai mancare.

Perciò in questo articolo desidero concentrarmi su quelle che sono le mie 3 regole per creare l’insalata perfetta, semplici e utili anche per organizzare la spesa.

Anche se siamo a maggio, siamo ancora in quella fase di cambio di stagione in cui sono presenti molte verdure dell’inverno.

A tal proposito, ricordo che ho pubblicato assieme ad Elisabetta l’ebook “Crudismo invernale in chiave Mindful Eating” (versione rivista e arricchita dei miei precedenti ebook e libri), ricco di spunti per affrontare i mesi freddi senza rinunciare alla varietà e alla stagionalità.

Ma bando alle ciance e vediamo subito le mie regole base quando compongo le insalate: tali regole si prestano ad essere utilizzate ad ogni stagione.

Le 3 regole di base nella composizione dell’Insalata Perfetta:

1) Tutte le parti.

Mi piace pensare di realizzare insalate complete quando unisco tutte le parti delle piante, anche se di piante differenti, quindi: una radice, un fusto, una foglia, un frutto, e magari anche un fiore e un germoglio.

E dei semi, certamente.

Ogni parte della pianta ha una energia diversa dalle altre, perché ogni parte rappresenta una struttura deputata a funzioni differenti.

  • Le parti sotterranee servono alla stabilità della pianta e all’assorbimento delle sostanze nutritive ed hanno una energia forte.
  • Il fusto sostiene la pianta e mette in comunicazione la centrale di approvvigionamento dei nutrienti con le foglie, ovvero le strutture di trasformazione e produzione.
  • L’energia della pianta è in piena espansione nel fiore, è concentrata nel seme ed è in continua mutazione nel germoglio.

Proprio pensando a quanta energia è racchiusa in una pianta, trovo indispensabile poter acquistare le migliori verdure, che per me sono fresche, biologiche, locali e di stagione.

2) Tutti i colori.

Mi piace anche cercare di variare i colori, poiché ad ogni colore corrispondono energie diverse e qualità diverse.

Bianco, rosso, verde, arancione, blu, ovvero antiossidanti e sostanze protettive differenti e tutte molto importanti: clorofilla, betacarotene, antocianine, licopene e tanto altro.

Oltretutto, le insalate colorate sono anche bellissime.

3) Tutti i sapori.

Tanto per divertirci ancora un pochino, cerco di creare insalate complete anche dal punto di vista del sapore.

  • qualcosa di amaro
  • qualcosa di dolce
  • qualcosa di salato
  • qualcosa di aspro
  • qualcosa di piccante

Perché il nostro palato gradisce la varietà e trova più soddisfazione quando può incontrare tutti i sapori disponibili.

Trovi che sia complicato?

Considerato che cerco sempre di non uscire dalla stagionalità dei prodotti e che prediligo sempre ciò che è coltivato in Italia, potrebbe sembrare tutto davvero troppo difficile, ma in fondo è più difficile spiegarlo che realizzarlo.

E’ solo questione di abitudine.

Quando scelgo le verdure mi viene oramai istintivo ragionare così.

Non sono sempre così categorica, ad esempio a volte posso aver voglia di una insalata di sole radici, specialmente se è inverno, oppure prevalentemente di frutti in estate, o di foglie in primavera.

Per semplificare e darti una idea più precisa di cosa intendo, ti rimando al mio prossimo articolo, dove ti aiuterò con qualche tabella pratica e qualche altro consiglio per creare l’insalata perfetta.

Stay tuned, ci rileggiamo la settimana prossima 🙂

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